Cosa scrivere nella prima email di un autoresponder

Immagina questa situazione.

Sei un blogger, o hai una SaaS o altro prodotto online.

Per far iscrivere le persone alla tua lista, hai un ebook in PDF o altro incentivo da scaricare (come un video).

Quando una persona si iscrive per scaricare tale ipotetico ebook, che email mandi immediatamente?

Se sei come il 90% delle persone, risponderai con:

“Semplice, mando il link per guardare il video o scaricare il PDF”

E faresti un grave errore.

La prima email è la più importante

Le statistiche di apertura per un classico funnel email sono queste:

La prima email è sempre quella che viene aperta di più. In questo caso siamo al 50%, ma non è difficile arrivare all’80% di open rate.

Questo perché hai promesso qualcosa alle persone, e la prima email promette di consegnare quello che desiderano.

Visto che è quella con l’open rate più alto di tutta la sequenza, è la più importante.

Non solo per il tasso di apertura, ma anche perché le persone hanno appena compiuto una conversione (optin), e sono pronti a carichi per compierne un’altra.

Purtroppo, la maggior parte delle persone sprecano questa occasione con un’email noiosa e breve del tipo:

“Grazie per esserti iscritto a [lista], clicca qui per scaricare il manuale che ti avevo promesso.”

Sembra una cosa scontata, ma è sbagliata.

I 3 obiettivi della prima email

Devi sfruttare al massimo la prima email, che ha 3 obiettivi:

  • Iniziare a fare branding
  • Mettere curiosità
  • Inserire un CTA

In questo articolo andremo a vederli bene tutti.

Iniziare a fare branding

Il branding è la cosa più importante che puoi fare con una sequenza di email marketing. Ossia, il “farti conoscere”.

Spiega i tuoi principi, i tuoi valori, quello che ti rende diverso dalla concorrenza.

Idealmente, già dopo la prima email un iscritto dovrebbe avere in mente una chiara idea di te. Ma soprattutto dovrebbe considerarti diverso dalla “massa”.

Il modo migliore per perdere clienti è sembrare “uno dei tanti”, senza nessuna caratteristica particolare né unicità. Invece spiega fin da subito in che modo sei diverso dagli altri, rendi chiara la tua unicità.

Qui puoi iniziare anche con una storia personale. Parla di te, di come sei arrivato al punto in cui sei adesso, perché hai deciso di far partire quel business. Racconta una storia avvincente, che mostri la tua passione.

O se non vuoi parlare di te, spiega almeno i valori e i principi su cui si basa la tua azienda. Connettiti a livello emotivo con gli utenti che si sono iscritti.

Spiega la tua USP

La USP, o Unique Selling Proposition, è il tuo vantaggio competitivo.

E dovrebbe trasparire fin dalla prima email.

È simile al concetto di unicità, spiegare in cosa sei diverso. Ma se spiegare perché sei unico fa leva sull’emozione, la USP è basata sulla razionalità.

In altre parole, spiega perché le persone dovrebbero acquistare da te piuttosto che da un concorrente.

Idealmente dovresti avere un vantaggio specifico, che ti rende la scelta ideale per una certa nicchia di persone.

Nel nostro caso, la USP di Active Powered è di essere l’unico software di email marketing con automazioni avanzate ad essere 100% in italiano, compreso il supporto (a proposito, sapevi che abbiamo da poco aggiunto il supporto telefonico?).

Quindi la nostra nicchia è: italiani che vogliono un sistema avanzato per fare email marketing. E in quello, facciamo di tutto per essere i migliori.

Mettere curiosità

Il secondo compito dell’email iniziale è mettere curiosità.

È dato per assodato che, dopo la prima email, ci sia un calo drastico dell’open rate nella sequenza di autoresponder.

Ma… Deve per forza essere così?

Il calo è dovuto al fatto che non siano state costruite aspettative per le email future.

La prima email è attesa, ad esempio per il download del PDF. È un’email transazionale: inviata in seguito a un’azione specifica dell’utente.

Ma se non dico al contatto che riceverà altre email dopo la prima, allora saranno inaspettate e viste come spam.

Al contrario, bisogna creare aspettative. Un po’ come in una serie TV, un’email deve sempre creare aspettativa per quelle successive.

Ad esempio, basta dire “lo sai qual è l’errore principale che distrugge la tua deliverability? Te ne parlo nell’email di domani”.

Ancora meglio, puoi interrompere la storia sul più bello, appunto come fanno le serie TV. O intitolare l’email “3 trucchi per fare X” e spiegarne solo 2, lasciando il terzo all’email dopo.

Call to action

Vuoi far compiere un’azione alla persona quando si iscrive alla tua lista: ne ha appena completata una (appunto, iscriversi), quindi è più probabile che completi anche la seconda.

Potresti dire che è la call to action è scaricare e leggere l’ebook. E in parte è vero, ma quello che mi piace fare è inserire sempre un link ai prodotti a pagamento in fondo all’email.

La ragione è che ci sono persone che sono pronte a comprare subito. Magari sono poche, ma non le vuoi perdere.

Per questo dovresti inserire i tuoi prodotti, senza cerca di venderli, in fondo alla prima email. Come minimo, farai vedere ai tuoi contatti che hai qualcosa in vendita. Anche se adesso non comprano ti metterai nella posizione di poter vendere più apertamente in futuro, visto che le persone già sanno dell’esistenza dei prodotti a pagamento.

Ripeto, non è necessario vendere qui. Menziona i prodotti, ma solo per rendere nota la loro esistenza. Chi vuole comprare subito lo farà, per tutti gli altri è meglio aspettare qualche altra email.

Conclusione

Questo è quello che dovresti scrivere nella prima email del tuo autoresponder.

Come ora sai, non si tratta solo di dare il benvenuto alle persone e indirizzarle al manuale o video gratuito che hai promosso: devi fare molto di più.

È l’email più importante che influenza il successo delle tue campagne di email marketing, e non devi sprecarla.

Sfrutta la prima email come ti ho spiegato in questo articolo, e noterai incrementi nel tassi di apertura e click in tutta la sequenza di autoresponder.

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