Come creare una sequenza di cart abandonment

Se hai un e-commerce ti sarai sicuramente già imbattuto nel fenomeno del “Cart Abandonment”.

Non è un caso raro ed isolato, l’abbandono del carrello è all’ordine del giorno nel mondo dei negozi online.

In questo articolo affronteremo l’argomento, vedremo assieme degli esempi di email che potrai utilizzare per tentare un recupero del cliente.

L’obiettivo di oggi è darti degli spunti interessanti per poter chiudere la vendita “interrotta”.

Iniziamo!

Lo scenario è questo: l’utente arriva sul tuo sito, è convinto, aggiunge al carrello il prodotto e si accinge ad acquistare, poi qualcosa lo ferma e abbandona il sito, possono essere svariati i motivi per cui accade questo (costi di spedizione imprevisti, un metodo di pagamento non presente, certe volte si tratta anche solo di un semplice ripensamento).

Quello che conta è che c’era un utente intenzionato a compiere un’acquisto sul tuo e-commerce, ma non ha terminato la procedura.

Questo accade molto frequentemente (più di quanto ci si aspetti).

L’obiettivo di questo articolo è fornirti del materiale per tentare un recupero via email di quell’utente e spingerlo a terminare l’acquisto interrotto.

Parliamo di cifre e percentuali, quanti sono (in media) i carrelli abbandonati?

Secondo vari studi, statisticamente la media di cart abandonment si aggira intorno al 50-60%.

È un numero veramente importante che va controllato e ridotto.

Ci sono svariati metodi di “retargeting” per tentare un recupero: campagne pubblicitarie con adwords, campagne pubblicitarie con Facebook (entrambe le campagne puntano ovviamente a chi ha aggiunto qualcosa nel carrello, ma non ha completato l’acquisto).

Ma non sono gli unici metodi.

Uno dei metodi più utilizzati (in assoluto il più efficace per svolgere il compito) è l’email marketing.

Grazie a delle sequenze di email appositamente studiate riuscirai a recuperare una buona parte di carrelli abbandonati.

Ecco quello che vedremo (in ordine):

  1. 5 esempi di email di grandi brand da cui puoi trarre ispirazione;
  2. Una sequenza consigliata di email per recuperare il carrello abbandonato.

5 Ottimi esempi di email cart abandonment

Voglio chiarire un punto: non riuscirai mai a recuperare il 100% dei carrelli abbandonati (per quanto ne sappiamo un utente può anche aver schiacciato per sbaglio il pulsante di aggiunta al carrello).

Non sperare di recuperarli tutti, diciamo che se recuperi un buon 30-40% potrai ritenerti più che soddisfatto.

Ecco qualche email di esempio (usate dai grandi brand) che potrai utilizzare (o da cui potrai prendere spunto) per realizzare la tua strategia di recupero carrello.

1- Il recupero semplice e accattivante

Chi ha detto che deve per forza trattarsi di una email estremamente elaborata?

In questo esempio di Fab puoi vedere come una semplicissima email svolga bene il proprio compito.

Ecco gli elementi principali:

  • Una headline in cui si ricorda che stai mettendo da parte il prodotto solo per lui;
  • Si ricorda di agire in fretta se c’è veramente interesse;
  • Il body dell’email ha uno stile grafico accattivante;
  • Si mostra il prodotto abbandonato;
  • Si chiede se si hanno delle domande sul prodotto (magari è stato il sorgere di qualche dubbio a fermarlo dall’acquisto), si lasciano quindi i vari contatti;
  • La CTA (“Buy Now” in questo caso).
  • Si ricorda qualche incentivo come la spedizione gratuita e la possibilità di rimborso.

2- Il recupero che predilige il contenuto

Un secondo esempio (quasi opposto al primo) può esser questo:

Come vedi, qui il copy la fa da padrone.

Non hanno per nulla curato la veste grafica, si sono unicamente concentrati sulla scrittura del messaggio.

(Nota come anche loro inducano il cliente a contattarli per risolvere qualunque dubbio lui abbia avuto sul prodotto.)

3- La via di mezzo

Questo esempio rappresenta la via di mezzo fra il primo e il secondo esempio.

In questo esempio c’è un mix tra buon copy e grafica.

Sicuramente una delle più efficaci.

4- Il recupero incentivato

Molti clienti abbandonano il carrello perché il totale dell’ordine era forse più alto di quello che ci si aspettava.

Questo può esser dovuto ai costi di spedizione o all’aggiunta dei costi di IVA dopo il carrello.

Per recuperare questo tipo di utenti può essere efficace inviare una email con un codice sconto.

Ecco qui un esempio.

Gli elementi da non dimenticare:

  • Grafica semplice
  • Un po’ di efficace copy
  • Codice sconto
  • Scadenza dell’offerta
  • CTA per concludere l’ordine
  • Reminder di garanzia e spedizione gratuita

5- La più completa

Bene, in ogni esempio abbiamo visto delle peculiarità, dei punti di forza e di debolezza.

E se mettessimo tutto assieme?

Avremmo come  risultato un messaggio estremamente efficace:

  • Codice sconto;
  • Urgenza nell’utilizzarlo prima della scadenza;
  • Prodotti messi da parte solo per lui e per un tempo limitato;
  • Contatti per indurre a chiarire dubbi;
  • Grafica semplice, ma accattivante;
  • Elenco dei prodotti abbandonati (e confronto tra prezzo pieno e prezzo scontato);
  • Il tutto è condito da un ottimo copy;

Questi 5 esempi sono solo di esempio, esistono centinaia di e-commerce e tutti presentano email simili con gli elementi che ti ho appena descritto.

Puoi prendere spunto da questi 5 esempi per tentare il recupero dei tuoi carrelli abbandonati, ma non è ancora tutto (a fine articolo ti ho messo il link di una raccolta con ulteriori 50 email di esempio).

Volevo adesso parlarti di una sequenza di email, non sempre infatti una semplice email basta per recuperare il carrello.

Ti consiglio quindi di valutare di inserire un’intera sequenza dedicata all’abbandono dei carrelli.

Una sequenza email efficace per il Cart Abandonment

La maggior parte degli e-commerce utilizzano una singola email di recupero carrello, ma non è la sola ed unica via.

Numerosi sono i dati e gli studi che confermano che un utente spesso può esser recuperato alla seconda o alla terza chiamata all’azione.

Non è raro infatti trovare delle sequenze di 3 email per recuperare il carrello abbandonato.

Adesso ne vedremo e analizzeremo una (che ti consiglio caldamente di testare).

Email 1: Il Reminder

Quando inviarla: un’ora dopo l’abbandono del carrello.

Questa email serve a richiamare gli utenti immediatamente. Secondo Business Insider questo tipo di email ha in media un open rate del 40% e un CTR del 20%.

È importante inviare questa email il più rapidamente possibile, l’obiettivo è cercare di prendere l’utente nella stessa sessione, come si suol dire “a caldo”, quando ancora la parte logica dell’utente non ha preso il sopravvento.

È importante non cercare di vendere aggressivamente in questa email, deve servire solo da reminder e da assistenza nel caso di dubbi.

Elementi della prima email:

  • Lista degli elementi abbandonati;
  • CTA per ritornare al carrello;
  • Offrire supporto e rispondere a tutti i dubbi e domande.

Ecco un esempio:

Email 2: La spinta amichevole

Quando inviarla: un giorno dopo l’abbandono del carrello.

La seconda email è un reminder un pelo più “spinto”, dovrebbe creare un piccolo senso di urgenza. Non è ancora il momento di vendere in maniera aggressiva.

Devi semplicemente fare un secondo reminder creando scarsità e quindi un senso di urgenza.

Per creare urgenza puoi informarli della scadenza del loro carrello, puoi informarli della richiesta ingente dei prodotti che hanno messo in carrello (e quindi probabilmente verranno venduti in fretta una volta che non saranno più riservati nel suo carrello).

Elementi della seconda email:

  • Creazione di una sottile urgenza;
  • Non tentare una vendita aggressiva;
  • Fornisci una scadenza.

Ecco un esempio:

Email 3: La vendita

Quando inviarla: 3 giorni dopo l’abbandono del carrello.

Hai inviato 2 email e son passati 3 giorni, è il momento di iniziare a spingere e vendere.

Entra in modalità vendita e fai la tua ultima offerta, puoi offrire un codice sconto, la spedizione gratuita, o un altro tipo di incentivo.

Elementi della terza email:

  • Vendita finale;
  • Offrire sconti, spedizione gratuita o qualunque altro tipo di incentivo;
  • CTA per portarli al checkout.

Ecco un esempio:

Conclusioni

Come vedi, anche nella sequenza di email, gli elementi sono i medesimi, sono semplicemente divisi in un percorso graduale di 3 giorni.

Se hai bisogno di altri esempi per trarre ispirazione, posso consigliarti questa lista di 50 email.

Se li osserverai con attenzione potrai notare gli elementi distintivi comuni di cui abbiamo parlato oggi.

Ora non ti resta che stilare la tua strategia e iniziare a testarla, spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto.

Buon lavoro!

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