5 strategie che porteranno il tuo email marketing nel terzo millennio

Statistiche su statistiche hanno già dimostrato come l’email marketing sia il canale di marketing più efficace in assoluto su internet. Supera social, SEO, Facebook ads, Adwords, native ads, e qualsiasi altro canale di comunicazione online.

Secondo una ricerca di Radicati, più di 2,5 miliardi di persone al mondo possiedono un indirizzo di posta elettronica. Questo numero è di molto superiore a Facebook, che vanta “solo” 1,7 miliardi di utenti registrati. Questo numero, da solo, fa capire come l’email sia un mezzo da tenere in considerazione primaria in qualsiasi campagna marketing.

Quindi l’email è un mezzo efficace, diffuso, semplice e diretto. Eppure, in pochi gli dedicano l’attenzione che si merita.

La verità è che per molti, l’utilizzo delle email è rimasto ancorato al secolo scorso.

Con questo articolo, daremo una svecchiata a concetti di email marketing che andrebbero rivisti.

L’email marketing è ancora ancorato a principi obsoleti e inefficaci

Il web è andato avanti. Solo negli ultimi quindici anni sono nati Youtube e i vari siti per diffondere video online. Sono nati Facebook, Instagram, Snapchat e tutti gli altri social network.

Le connessioni sono diventate immensamente più potenti, dando più opportunità a sviluppatori e utenti. Sono nati gli smartphone, che permettono di accedere a internet ovunque e in qualsiasi momento.

Eppure, l’email marketing è rimasto sempre lo stesso.

Ci sono ancora campagne email generiche, broadcast inviati indistintamente a una lista enorme, template non responsive e illeggibili da mobile. Esistono ancora sequenze email temporizzate fatte da autoresponder inflessibili. Queste sono tattiche che potevano andare bene quindici anni fa, ma ormai sono superate.

È il momento di smettere di pensare all’email come a un grosso megafono dal quale urlare le nostre promozioni a più gente possibile. È il momento di usare l’email secondo i principi con cui era stata concepita: uno strumento di comunicazione personale e bidirezionale.

È il momento di portare il tuo email marketing nel terzo millennio, ed è quello che ti aiuterò a fare in questo articolo grazie a 5 strategie innovative.

1 – Personalizza il contenuto di ogni email

Le email sono nate come strumento di comunicazione personale: da una persona a un’altra persona. Inviare email tutte uguali a migliaia o decine di migliaia di persone significa snaturare il mezzo e renderlo meno efficace.

Grazie all’utilizzo di campi personalizzati, ormai presenti nella maggior parte dei software di email marketing, è possibile mandare email con un tocco di personalizzazione senza fare nessuno sforzo in più.

Raccogliendo dati degli utenti in campi personalizzati, sarà il tuo software a fare il lavoro per te e mandare al contatto delle informazioni pertinenti con il modo in cui ha interagito con il tuo brand in passato.

Puoi usare i campi personalizzati per sapere età, regione, interessi o qualsiasi altra informazione. Potrai poi personalizzare parti specifiche del tuo messaggio.

Oltre a questo, puoi modificare, aggiungere o rimuovere interi paragrafi in base alla presenza o meno di segmenti, tag o campi personalizzati.

Con un minimo sforzo, è possibile dare un tocco più autentico alle tue email, che sembreranno mandate da una persona piuttosto che da un computer.

Molti software moderni prevedono l’utilizzo dei campi personalizzati: sfruttali a dovere per dare quel qualcosa in più ai tuoi messaggi.

2 – Integra le email con il sito web

L’email è considerato un compartimento stagno rispetto al resto del tuo marketing, ma non lo è.

Le persone non stanno tutto il giorno ad aspettare le tue email, ma interagiranno con il tuo brand in modi diversi: visiteranno il sito, leggeranno articoli sul blog, si iscriveranno alla pagina Facebook.

Questi sono tutti segnali di interesse che indicano quando una persona sia coinvolta e probabilmente pronta a comprare, ma vengono ignorati. Questo perché non è stato impostato nel modo corretto il tracciamento web o eventi sul sito internet.

La ragione dietro a questo è che il momento migliore per mandare un’email è quando un contatto ha dimostrato interesse in qualcosa. Un forte segnale è una visita sul sito web: se l’utente ha letto la pagina di vendita di un prodotto di sua spontanea volontà, dopo aver speso tempo a cercarlo, allora è probabilmente interessato.

Grazie al tracciamento web è possibile inviare email non a intervalli fissi di tempo (autoresponder), ma quando un utente compie un’azione specifica sul tuo sito.

Ad esempio, se un contatti visita la pagina di vendita del prodotto X, non sarebbe perfetto inviargli dopo 15 minuti un’email con un coupon per il 15% di sconto sul suo prossimo acquisto? Un’email del genere avrebbe tassi di conversione estremi, proprio perché il contatto ha appena dimostrato interesse.

Oppure, se un contatto visita il blog più volte nell’arco di qualche settimana, significa che è interessato a ricevere aggiornamenti e possiamo iniziare a inviargli la newsletter settimanale.

Questo è un concetto che ha ben imparato Tripadvisor. Se visiti il loro sito web dopo aver fatto login, nei giorni successivi ti arriveranno svariate email promozionali contenenti informazioni e promozioni specifiche per la destinazione a cui eri interessato.

3 – Segmenta la tua lista

Immagino che anche tu controlli la tua posta ogni mattina: cosa trovi?

Se sei come me vedrai qualche email interessante, ma più della metà vengono cancellate prima di essere lette: lo stesso succede anche ai tuoi contatti.

Le email pertinenti e interessanti sono ormai l’eccezione, non la norma.

Segmentare la lista in base a interessi e azioni è il modo migliore per distinguersi dalla concorrenza e mantenere un elevato tasso di engagement. Puoi segmentare in base a diversi parametri:

  • Azioni compiute sul sito web.
  • Click su un determinato link nell’email.
  • Telefonate o richieste di preventivo.
  • Acquisto di prodotti correlati in passato.

La regola d’oro per l’email marketing del terzo millennio è di mandare email pertinenti e specifiche solo alle persone che hanno manifestato interesse in un dato argomento. Dimenticati delle newsletter generiche.

Io sono il primo a capire la sensazione inebriante che ti pervade nel mandare una singola newsletter a 30.000 persone o più. La sensazione di poter raggiungere così tante persone con un solo click. Ma ormai questo tipo di marketing non ha più senso di esistere: non è efficace e non fa altro che alienare i contatti.

Come segmentare efficacemente la tua lista

Con gli strumenti che abbiamo a disposizione come marketer al giorno d’oggi, non separare la lista in segmenti ultra-specifici significa buttare dalla finestra un sacco di potenziali clienti.

Se vendi corsi per imparare a ballare, è inutile mandare a tutta la lista il tuo nuovo corso di tango: ad alcuni piacerà, ma molti altri sono interessati magari a salsa, latino, danza classica, o altri generi.

Molto meglio segmentare la lista in anticipo. Ad esempio, si può mandare un’email per sondare il terreno: “ti interessa ballare il tango? Allora in questo articolo ti spiego i 3 errori più comuni di chi inizia”. Chi fa click su questa email è interessato al tango, e rientrerà quindi nel segmento. Questo è il modo più semplice per aggiungere interessi e tag specifici ai contatti finora rimasti generici.

Oppure, grazie al già citato tracciamento web, se hai un blog puoi automaticamente segmentare tutte le persone che visitano un articolo nella categoria “tango”.

La tua promozione arriverà a meno persone, ma sarai sicuro al 100% che sono solo persone interessate a quello che hai da proporre. Se mandi solo email rilevanti, i tuoi contatti si fideranno maggiormente di te e saranno più disposti a comprare qualcosa in futuro.

Cercare di forzare una vendita a qualcuno che non è interessato è un grave errore, e distruggerà la tua credibilità in poco tempo.

4 – Autoresponder flessibili

L’autoresponder (autoresponditore) come inteso classicamente, è una serie di email inviate automaticamente a un iscritto. La prima al momento dell’iscrizione, la seconda un giorno dopo, poi dopo altri due giorni, e così via.

Queste sequenze temporizzate hanno ancora un loro posto nell’email marketing, ma non sono la panacea contro tutti i mali. Soprattutto se vengono implementate pigramente.

Troppe volte ho visto business che si basano su una sola sequenza-funnel molto, molto lunga. E i risultati sono sempre gli stessi: tassi di apertura che calano inesorabilmente man mano che va avanti il tempo.

Ci sono due sistemi per tenere alto l’engagement via email:

  1. Email transazionali o pseudo-transazionali.
  2. Nuovi opt-in.

Vediamoli.

Email transazionali o pseudo-transazionali

Le email transazionali sono quelle di conferma, che seguono un’azione specifica iniziata da un utente. Ad esempio:

  • Download del report PDF richiesto.
  • Ricevuta dell’acquisto effettuato.
  • Risposta alla richiesta di supporto.
  • Conferma dell’avvenuto cambio della password su un sito web.

Tutte queste email verranno sicuramente aperte, e sono quindi le migliori per chiedere al contatto di effettuare un’altra azione. Ad esempio puoi chiedere, in fondo al messaggio, di iscriversi alla pagina Facebook o guardare un video correlato.

Molti business non sfruttano questa occasione, e non usano le email transazionali per inserire un CTA: non commettere lo stesso errore!

Le email pseudo-transazionali sono email fatte per sembrare transazionali, per aumentare il tasso di apertura e azione.

Un ottimo esempio è quando ti iscrivi alla prova gratuita di ActiveCampaign Italia: riceverai una serie di email transazionali interattive che ti incentivano a compere micro-azioni per scoprire le funzionalità del software in prima persona. Il tasso di apertura di questa email a volte supera il 90%!

Nuovi opt-in

Questa è una strategia utilizzata da Digital Marketer: anche se hanno la possibilità tecnica di iscrivere un utente a una nuova lista semplicemente dopo un click o visita su una pagina web, scelgono comunque di chiedere spesso ai propri iscritti di fare nuovamente opt-in per scaricare la nuova guida. Perché?

La ragione sta nel fatto che psicologicamente, un nuovo opt-in conferma l’interesse e spezza la monotonia delle email.

Oltre al fatto di avere l’occasione di inviare una nuova email transazionale (il download del nuovo report PDF), a Digital Marketer hanno notato che questa tecnica aumenta l’open rate.

Quindi per ottenere il miglior risultato, chiedi ai tuoi contatti di ri-confermare il loro interesse con un nuovo opt-in per scaricare la tua nuova guida.

5 – Fai lanci e promozioni integrati

Una volta, non c’erano molti modi per tenersi in contatto con i propri utenti. E i tuoi utenti non avevano molti siti web da visitare che fossero sotto il tuo controllo.

Ma ora grazie a Youtube, Facebook, Twitter, Adwords, Instagram, Snapchat e altre piattaforme, ci sono diversi mezzi per comunicare con i contatti. Per quanto l’email sia il metodo più efficace, non è più l’unico.

Puoi potenziare il tuo email marketing facendo lanci e promozioni integrati fra i vari mezzi di comunicazione a tua disposizione. Quindi quando lanci un nuovo corso dovresti sì usare l’email, ma anche:

  • Fare retargeting con Facebook Ads.
  • Postare sulla tua pagina organica di Facebook.
  • Creare video su Youtube.
  • Usare il retargeting di Adwords.
  • Scrivere una comunicazione sul tuo blog.

Se un contatto vede un messaggio su più piattaforme diverse, sarà molto più propenso a compere l’azione desiderata. Questo significa fare una promozione integrata fra vari sistemi e siti web.

Conclusione

L’email marketing si sta finalmente evolvendo.

Dopo anni passati a rincorrere le nuove tecnologie, finalmente anche questo mezzo di comunicazione sta entrando nel nuovo millennio.

Le email continueranno ad essere il mezzo più efficace ed economico per perpetuare una strategia di marketing online, ma dovrà cambiare: adegua la tua strategia il prima possibile, per evitare di rimanere indietro ed essere superato da concorrenti con una strategia di modernizzazione più aggressiva!

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